In questo dizionario sono raccolti più di centocinquanta tra i termini più utilizzati nel bondage giapponese.

Di ogni espressione è presente la spiegazione e l’audio della pronuncia in giapponese. Una corretta pronuncia dei termini giapponesi è molto difficile, sia per quanto riguarda l’accentuazione, sostanzialmente assente in questa lingua, sia per quanto riguarda l’intonazione. Per esempio “kinbaku” non è né “kìnbaku” né “kinbakù”, tanto meno “kinbàku”, ma una sorta di “kìn bakù”, in quanto composta da “kin” e “baku”.

Per la traslitterazione si è usato il sistema Hepburn. I termini composti a volte sono stati scritti uniti e a volte separati (ad es. “batten dome” oppure “battendome”).

Alcuni termini vanno presi con una certa flessibilità perché a differenza che in occidente, in Giapponese c’è una certa libertà nel “denominare” alcune legature e in molti casi non si usano termini precisi e adottati universalmente oppure variano nelle diverse scuole. Inoltre alcuni termini possono indicare anche parti del corpo diverse, come per esempio “ashi” che può indicare sia la gamba che il piede.

Al giorno d’oggi è poi frequente l’uso di parole traslitterate dall’inglese come “tenshon” per “tension”, “sasupenshon” per “suspension”, “rūpu” per “loop”, ecc.

Si ricorda infine che alcune parole, quando usate in composte, modificano la loro pronuncia: ad esempio tsuri diventa zuri, hishi diventa bishi, tome diventa dome, kata diventa gata, hashira diventa bashira, seme diventa zeme, ecc.

 

 

 

Aibunawa (愛撫繩)
Stile definito “carezzevole” caratteristico del maestro Yukimura Haruki. La differenza col “semenawa” (vedi) non sta nel fatto di provare o meno dolore ma delle sensazioni che la corda provoca. Nell’aibunawa le legature non sono strette e il bottom potrebbe quasi credere di potersi liberare, mentre nel semenawa il focus è sul tormento, le legature sono strette e il bottom non può fare altro che “arrendersi”. Da “aibu”, accarezzare, e “nawa”, corda.
Agura shibari (胡座縛り)
Legatura con le gambe incrociate. Da “agura”, lett. “seduta alla maniera barbarica”, termine che per estensione indica il modo di di sedersi all’occidentale con le gambe incrociate, e “shibari”, legatura.
Amatta nawa (余った縄)
È la corda che avanza alla fine di una legatura e che viene esaurita tramite dei passaggi decorativi o non strutturali. Da “amatta”, avanzata, e “nawa”, corda.
Aomuke zuri (仰向け吊り)
Sospensione a faccia in su. Da “aomuke”, a faccia in su, e “tsuri”, sospensione.
Aranawa (荒縄)
Corda grezza, generalmente in paglia di riso. Da “ara”, grezzo, e “nawa”, corda.
Asanawa (麻縄)
Corda in fibra naturale. Da “asa”, che indica genericamente le fibre di iuta, canapa e lino, e “nawa”, corda.
Ashi (足)
Gamba.
Bakushi (縛師)
Abbreviazione di “kinbakushi” (vedi).
Battendome (罰点留め)
Frizione a forma di x come quella che blocca i passaggi della fascia superiore in alcune versioni di gote. Da “batten”, la x che si usa per segnare un errore, e “tome”, frizione.
Bondage Questo termine letteralmente significa “schiavitù” e comprende tutte le pratiche che determinano una costrizione, dall’uso di corde a quello di manette o barre divaricatrici, alla mummificazione. In particolar modo il bondage fatto con le corde è detto “rope bondage”. Due minuti di ricerca etimologica. Questo termine compare in inglese intorno al 1300 per indicare la condizione di servo o di schiavo. L’origine di questa parola risale all’inglese medio (XII-XV sec.) “bond”, che indicava il contadino alle dipendenze di un signore. Le radici di questo termine le possiamo trovare ancor più addietro nell’inglese antico (V-XII sec.) “bonda”, correlato al coevo “boanda” che in antico norreno indicava il contadino libero. La radice indoeuropea di questa parola, *bheue-, “essere, esistere”, è la stessa dell’inglese “to be”.
Bondager Neologismo errato e inesistente nella lingua inglese usato in passato per indicare la persona che lega. Vedi “top”.
Bottom La persona che viene legata. Il termine non implica necessariamente la presenza di un rapporto di sottomissione col partner. Dall’inglese “bottom”, che indica la parte più in basso.
Box tie Vedi “gote shibari”.
Bunny Vedi “rope bunny”.
Buranko (鞦韆)
Pratica che prevede il salire sopra una persona sospesa e l’utilizzarla come una specie di altalena. Da “buranko”, altalena.
Cinch Termine inglese per indicare i kannuki. Da “to cinch”, stringere, rendere saldo.
Chokushin gote shibari (直進後手縛り)
Legatura con le braccia legate diritte dietro la schiena, ovvero il cosiddetto “strappado” (vedi). Da “chokushin”, dritto, “gote”, braccia dietro, e “shibari”, legatura.
Daruma shibari (達磨縛り)
Legatura in cui le gambe sono legate ai lati del busto petto e le braccia passano sotto le gambe per poi essere legate a lato dei fianchi. “Daruma” è il nome giapponese di Bodhidharma, il monaco buddista che iniziò la scuola Zen. “Daruma” è anche un tipo di figurina votiva di forma rotondeggiante raffigurante il monaco vestito di rosso, con barba e grandi occhi e senza braccia e gambe. Una leggenda narra infatti che Bodhidharma abbia meditato così a lungo e senza mai muoversi da perdere le braccia e le gambe.
Deshi ( 弟子)
Allievo. In giapponese è un termine carico di significati e che indica la persona che segue gli insegnamenti di un maestro (“sensei”, vedi). La qualifica di “deshi” non è implicita ma viene riconosciuta dal maestro stesso, che vede nell’allievo una fedeltà al proprio stile e una sorta di continuazione dei propri insegnamenti. Quando un deshi diventa molto esperto può ricevere un “menkyo”, ovvero la licenza per insegnare a sua volta. Un “deshi” è quindi una sorta di “discepolo”, mentre lo studente generico è detto “gakusei”.
Dōjō (道場)
Luogo dove si praticano le arti marziali. Il dojo in  Giappone non è una semplice palestra ma un posto dove attraverso lo zen si può raggiungere l’unità tra mente e corpo e una corretta comprensione di sé e del mondo. Nonostante in occidente alcune scuole di bondage siano state chiamate “dojo”, in Giappone questo termine non è legato al kinbaku e non indica i luoghi dove praticarlo o apprenderlo. Da “dō”, via, e “jō”, luogo, ovvero “luogo dove si segue la via”.
Dorei (奴隷)
Schiavo/a. Non è un termine utilizzato per i bottom perché ha un significato molto forte.
Double column tie Legatura di due colonne. È un “anello” formato da uno o più passaggi di corda e chiuso con un nodo che sottende due “colonne”, ovvero due elementi a sezione circolare, ad esempio due polsi, due gambe, un polso e una caviglia, ecc; i due elementi sono divisi da un kannuki o cinch (vedi). In italiano è anche detto “manetta doppia”. Vedi anche “tejo shibari” e “kata tekubi shibari”.
Ebi shibari (海老縛り)
Legatura in cui  il bottom è legato seduto con le gambe incrociate (in agura) e con il busto piegato in avanti. Questa legatura trae le sue origini in una forma di tortura tradizionale giapponese (ebizeme). Da “ebi”, gambero, perché la forma curva del corpo piegato su se stesso ricorda quella di un gamberetto, e “shibari”, legatura, oppure “seme”, tortura.
Ebizeme (海老責め)
Vedi “ebi shibari”.
Floorwork Legature a terra, senza sospensioni. Vedi anche “newaza” e “yukashibari”. Letteralmente “lavoro a terra”.
Fundoshi (褌)

 

Lungo rettangolo di stoffa (circa 30×200 cm) che veniva e viene tuttora usato come mutanda maschile. Esiste in varie fogge, tra cui il rokushaku fundoshi (ovvero il fundoshi lungo sei shaku, ovvero circa due metri) che crea una specie di perizoma e l’ecchō fundoshi che invece ricade davanti come un grembiulino. Tradizionalmente non veniva indossato dalle donne che non indossavano biancheria intima sotto al kimono, ma potevano mettersi una specie di fundoshi durante le mestruazioni. Il fundoshi come indumento femminile inizia ad essere usato nei film storici degli anni Cinquanta in Giappone per non avere problemi con la censura. Da lì è poi diventato una specie di indumento sexy e fetish per la donna, consentendo inoltre nelle foto di evitare la censura vieta la rappresentazione dei genitali.
Furoshiki (風呂敷)
Quadrato di stoffa di dimensioni variabili (circa 70×70) usato in Giappone per impacchettare o trasportare oggetti.
Fusion bondage Tipo di bondage americano (“western bondage”, vedi) che incorpora anche legature del bondage giapponese, senza però mutuarne l’approccio e i criteri estetici. In genere vengono usate corde in materiale sintetico, a volte colorate, di varie lunghezze, legature decorative e il focus è comunque è più sul risultato finale e sull’uso della legature che sul “viaggio” fatto per realizzarla.
Futomomo shibari (太もも縛り)
Legatura della gamba piegata. Da “futomomo”, coscia.
Goshujinsama (ご主人様)
Master.
Gote shibari (後手縛り)
Legatura del busto con le braccia dietro la schiena. Da “go”, dietro (questo kanji è leggibile anche “ushiro” e infatti questa legatura può essere chiamata anche “ushirote shibari”), “te”, braccio, e “shibari”, legatura. Vedi anche “takate kote shibari”. In inglese è detta anche “box tie” quando le braccia sono legate dietro la schiena con gli avambracci paralleli.
Gyaku ebi shibari (逆海老縛り)
Legatura o sospensione a faccia in giù in cui le schiena viene arcuata all’indietro. Da “gyaku”, al contrario, “ebi”, gamberetto, e “shibari” o “zuri”, legatura o sospensione, ovvero “legatura / sospensione del gambero al contrario”.
Gyaku ebi zuri (逆海老吊り)
Vedi “gyaku ebi shibari”.
Hafu hichizu Mezzo collo. Traslitterazione dell’inglese “half hitch”. In giapponese non esiste un’espressione specifica per questo nodo e viene generlmente usato “musubi” (see), nodo.
Hakodome (箱留め)
Frizione “a mezza luna” come quella usata per bloccare i passaggi della fascia inferiore in alcuni tipi di gote. Da “hako”, scatola, e “tome”, frizione.
Haritsuke (磔)
Crocifissione. Nasce come forma di tortura adottata per i cristiani in Giappone durante il periodo Edo.
Harness Legatura che fornisce una sorta di imbragatura per una specifica parte del corpo (ad esempio esistono hip harness, calf harness, ecc). Da “harness”, imbragatura.
Hashigata zuri (橋型吊り)
Sospensione con il corpo a pancia in su, generalmente sostenuto da un harness del bacino, e con la schiena inarcata verso il basso. Da “hashi”, ponte, “kata”, forma, e “tsuri”, sospensione, ovvero “sospensione a forma di ponte”.
Hashira (柱)
Trave verticale usata come sostegno nelle case tradizionali giapponesi. Può usata come supporto per legature (hashira shibari). La trave orizzonale è detta yokobashira.
Hashira shibari (柱縛り)
Vedi “hashira”.
Hazukashii (恥ずかしい)
Il senso di imbarazzo che un bottom può provare quando è legato. Da “hazukashii”, vergognoso, imbarazzante.
Hentai (変態)
Aggettivo che indica tutto quello che è non convenzionale o bizzarro, soprattutto in ambito erotico, e più specificatamente i manga e gli anime per adulti, contenenti scene di sesso. Il termine ha in giapponese una connotazione negativa corrispondente all’italiano “anormale / perverso”.
Hibari musubi (雲雀結び)
Nodo a bocca di lupo. Da “hibari”, allodola, e “musubi”, nodo, quindi corrispondente al nome inglese di questo nodo, “lark’s head knot”,  nodo a testa di allodola.
Hikyaku zuri (飛脚吊り)
Sospensione in cui il bottom è sospeso verticalmente con le gambe sollevate una davanti e una dietro, in modo da sembrare un postino che corre per consegnare la posta. Da “hikyaku”, postino, e “tsuri”, sospensione. In inglese è detta anche “running man suspension”.
Hishi shibari (菱縛り)
Legatura che prevede dei passaggi che creano delle forme a rombo. Da “hishi”, rombo / diamante, e “shibari”, legatura.
Hogtie Legatura a faccia in giù con caviglie e polsi legati insieme. Vedi anche “utsubuse shibari”. Da “hog”, maiale, e “tie”, legatura. Questa parola viene usata translitterata anche in giapponese (ホッグタイ,“hoggutai”).
Hojo cuff Vedi “hojo tie”.
Hojo tie Neologismo che indica le legature ispirate a quelle tradizionali dell’hojojutsu, per esempio le “hojo cuff”, ovvero una sorta di tensioned single column tie (vedi).
Hōjōjutsu (捕縄術)
Arte marziale giapponese di difesa e immobilizzazione  con le corde. Detta anche “nawajutso” o “torinawajutso”. Da “ho”, cattura, “jo”, corda, e “jutsu”, arte / tecnica.
Hon musubi (本結び)
Nodo piano. Da “hon”, principale, e “musubi”, nodo.
Ichinawa Termine errato per “ippon nawa” (vedi). Il contatore per indicare una corda non è infatti “ichi” ma “ippon”.
Ippon nawa shibari (一本縄縛り)
Legatura con una sola corda. Da “ippon”, uno, e “nawa”, corda.
Ishidaki (石抱き)
Legatura in cui il bottom è legato seduto in ginocchio sopra una tavola con dei cunei triangolari di legno, detta “soroban” (vedi). Nasce come forma di tortura in cui, oltre alla posizione suddetta, sulle gambe del condannato venivano messe delle pietre che poi erano legate in modo che non si muovessero. Da “ishi”, pietra, e “daku”, abbracciare, quindi “abbracciare le pietre”.
Jiai shibari (自愛縛り)
Legatura con le braccia davanti al petto come se la persona legata si abbracciasse. Da “ji”, se stesso, “ai”, amore, e “shibari”, legatura.
Jibaku (自縛)
Self bondage. Da “ji”, se stesso, e “baku”, abbraviazione di “kinbaku”.
Jō o-sama (女王様)
Mistress. Da “jōo”, regina.
Kaikyaku kani shibari (開脚蟹縛り)
Legatura il bottom è legato a gambe aperte con gli avambracci legati ai polpacci. Da “kai”, aperto, “kyaku”, gamba, “kani”, granchio, e “shibari”, legatura, ovvero “legatura del granchio a gambe aperte”.
Kami shibari (髪縛り)
Legatura dei capelli. Da “kami”, capelli, e “shibari”, legatura.
Kannuki (閂)
Passaggio che aggancia un fascio di corde passando in mezzo a due “colonne” ad esempio in un double column tie (vedi). In inglese è detto “cinch” (vedi). Da “kannuki”, chiavistello.
Karada Termine che in occidente ha a lungo indicato erroneamente l’hishi shibari (vedi). Da “karada”, corpo.
Kata ashi sakasa zuri (片足逆さ吊り)
Sospensione a testa in giù per una sola caviglia. Da “kata”, uno (di due), “ashi”, gamba, “sakasa”, a testa in giù, e “tsuri”, sospensione.
Kata ashi zuri (片足吊り)
Sospensione parziale con una sola gamba sollevata. Da “kata”, uno (di due), “ashi”, gamba, e “tsuri”, sospensione.
Kata tekubi shibari (片手首縛り)
Legatura del polso singolo. Da “kata”, uno (di due), “tekubi”, polso, e “shibari”, legatura. Vedi anche “tejo shibari”.
Kazari nawa (飾り縄)
Corda decorativa. Termine che indica i passaggi non strutturali che possono essere fatti per esaurire una corda alla fine della legatura. Da “kazari”, decorazione, e “nawa”, corda.
Kemono shibari (獣縛り)
Vedi “tanuki shibari”. Da “kemono”, bestia, e “shibari”, legatura.
Kikkō shibari (亀甲縛り)
Legatura in cui le corde creano delle forme che ricordano quelle del guscio di una tartaruga, come ad esempio una legatura a forma ad esagono sul busto. Da “kikkō”, guscio di tartaruga, e “shibari”, legatura.
Kinbaku (緊縛)
Sinonimo di shibari, ma a differenza di questo termine “kinbaku” si riferisce unicamente al bondage erotico. Da “kin”, stretto / robusto / fatto come si deve, e “baku”, legatura (“baku” è una differente lettura del kanji usato anche nella parola “shibari”).
Kinbakubi (緊縛美)
La bellezza del kinbaku, ovvero la bellezza che sprigiona da un corpo legato. Da “kinbaku”, bondage erotico, e “bi”, bellezza.
Kinbakushi (緊縛師)
Maestro di kinbaku. Detto anche “nawashi”. Da “kinbaku”, bondage erotico, e “shi”, maestro.
Kokoro (心)
Termine giapponese che indica l’unione di mente, cuore e spirito, di volontà ed emozioni.
Koshi nawa (腰縄)
Corda intorno alla vita o ai fianchi. Da “koshi”, vita / fianchi, e “nawa”, corda. La “do nawa” è invece la corda intorno alla parte alta della vita, sotto al costato.
Kotobazeme (言葉責め)
Tortura con la parola, ovvero dire al bottom cose che possano umiliarlo, fargli provare vergogna e eccitarlo. Da “kotoba”, parola, e “seme”, tortura / tormento.
Kōtōbu ryō tekubi shibari (後頭部両手首縛り)
Vedi “usagi shibari”. Da “kōtōbu”, nuca, “ryō”, due (di un paio), “tekubi”, polso, e “shibari”, legatura, ovvero “legatura dei due polsi sulla nuca”.
Kuzushi nawa (崩し縄)
Legature o passaggi che volutamente rompono la simmetria o la precisione di una legatura, fino anche a risultare volutamente caotico. Può riferirsi ad un piccolo particolare o una intera legatura. È un termine che deriva dall’arte della calligrafia. Da “kuzushi”, disordinato / destrutturato.
Ma (間)
Spazio o tempo tra due elementi. Nel bondage indica quello che avviene tra due legature o tra due passaggi di una legatura, le pause che prendiamo, e durante il quale diamo un senso a quello che stiamo facendo che altrimenti sarebbe semplicemente una successione di azioni vuota di significato. Da “ma”, tra.
Macramé Legature o passaggi decorativi. Il macramé è una tecnica in cui si intrecciano delle corde per creare dei merletti.
Mae te shibari (前手縛り)
Legatura con le mani davanti al petto. Da “mae”, davanti, “te”, braccio, e “shibari”, legatura.
Main line Termine inglese che indica la corda che sorregge la maggior parte del peso in una sospensione.
Matanawa (股縄)
Legatura dell’inguine. Da “mata”, inguine, e “nawa”, corda.
Matazuri (股吊り)
Sospensione per una corda che passa sull’inguine. Da “mata”, inguine, e “tsuri”, sospensione.
M-ji shibari (M-字縛り)
Legatura con le gambe aperte, piegate e portate al petto in modo da creare una forma a “M”. Da “M” e “ji”, forma, quindi “a forma di M”, e “legatura”.
M-jō (M-嬢)
Donna masochista, sottomessa. Da “M”, abbreviazione di “masochista”, e “jō”, donna.
M-otoko (M-男)
Uomo masochista, sottomesso. Da “M”, abbreviazione di “masochista”, e “otoko”, uomo.
Moderu (モデル)
Modello/a. Traslitterazione della parola inglese “model”.
Moyai musubi (舫うい結び)
Nodo bolina. Da “moyau”, ormeggiare, e “musubi”, nodo. Questo nodo è detto in giapponese anche “būrin notto”, utilizzando la traslitterazione dell’espressione inglese “bowline knot”.
Munenawa (胸縄)
Legatura del petto. Da “mune”, petto, e “nawa”, corda.
Muneshita (胸下)
Fascia di corde sotto al petto in una legatura del busto, come ad esempio un gote. Da “mune”, petto, e “shita”, sotto.
Muneue (胸上)
Fascia di corde sopra al petto in una legatura del busto, come ad esempio un gote. Da “mune”, petto, e “ue”, sopra.
Musubi (結び)
Nodo. Vedi anche “hafu hichizu”.
Nawa (縄)
Corda. Per indicare la corda può essere anche usato il termine traslitterato “ロープ”, “rōpu”.
Nawa ato (縄跡)
I segni della pressione delle corde sulla pelle. Da “nawa”, corda, e “ato”, segno.
Nawa gashira (縄頭)
Doppino. Da “nawa”, corda, e “kashira”, inizio.
Nawa jiri (縄尻)
La fine della corda. Da “nawa”, corda, e “jiri”, fine.
Nawa kai (縄会)
Termine che in Giappone indica sia l’equivalente di una rope jam sia un evento in cui un maestro lega e poi si intrattiene con pubblico parlando e rispondendo alle loro domande. Da “nawa”, corda, e “kai”, incontro.
Nawashi (縄師)
Vedi “kinbakushi”.
Neokinbaku (ネオ緊縛) Neologismo nato in Giappone per indicare un tipo di bondage più decorativo e meno tradizionale oppure performance che incorporano altri elementi artistici come per esempio corde fluorescenti (dette “cyber rope”, in giapponese “サイバー ロープ”, “saibā rōpu”), body paint, zentai, animegao kigurumi, ecc. Alcuni artisti creano anche installazioni artistiche con corde e oggetti (in giapponese “アート  ロープ  インスタレーション”, “āto rōpu insutarēshon”, ovvero “art rope installation”).
Newaza (寝技)
Pratica a terra senza sospensioni. Il termine deriva dalle arti marziali e non è universalmente usato nell’ambito del bondage. Da “ne”, terra, e “waza”, tecnica. Vedi anche “yuka shibari”.
Nodome (の留め)
Frizione a forma di “no” (の). Corrisponde al nodo “mezzo barcaiolo” in italiano o alla “mounter hitch” in inglese. Da “no”, sillaba dell’alfabeto giapponese che ha la forma di questo nodo, e “tome”, frizione.
Partial suspension Vedi “Semisospensione”.
Peer rope Incontro di appassionati di bondage per studiare e approfondire insieme argomenti relativi al bondage, una sorta di “gruppo di studio”; “’peer” fa infatti riferimento alla “peer education”, ovvero all’educazione tra pari. A volte questo termine viene  usato impropriamente come sinonimo di “rope jam” (vedi).
Predicament bondage Legatura in cui il bottom è in una posizione scomoda o fastidiosa, ma se cambia posizione per avere sollievo finisce in un’altra posizione altrettanto scomoda. Dall’inglese “predicament”, situazione difficile.
Rigger Sinonimo di top (vedi), termine però più usato internazionalmente. Dall’inglese “rigger”, allestitore / attrezzatore.
Rope bunny Sinonimo di bottom (vedi), termine però più usato internazionalmente. Questo termine nasce nello slang americano per indicare una ragazza appassionata di una certa attività, ad esempio “gym bunny” o “disco bunny”.
Rope jam Incontro informale per fare pratica di corde tra appassionati. Il nome deriva dall’espressione “jam session” che in musica indica un incontro di musicisti per fare musica insieme improvvisando. In Giappone possono essere chiamati “salon”.
Ryō ashi zuri (両足吊り)
Sospensione con entrambe le gambe sollevate. Da “ryō”, entrambi, “ashi”, gamba, e “tsuri”, sospensione.
Ryō tekubi shibari (両手首縛り)
Legatura dei due polsi. Da “ryō”, entrambi, “tekubi”, polso, e “shibari”, legatura. Vedi anche “tejo shibari”.
Ryū (流)
Stile, riferito alle tecniche e all’approccio alle corde di un maestro di bondage giapponese (Osada ryū, Naka ryū, Yukimura ryū, ecc).
Sabaki (捌き)
Destrezza. Questo termine può essere usato in vari ambiti, dalle arti marziali alla preparazione dei cibi. Nel bondage il sabaki è la capacità di legare e di maneggiare le corde con scioltezza, facendole scorrere con fluidità e senza difficoltà.
Sakasa zuri (逆さ吊り)
Sospensione a testa in giù. Da “sakasa”, a testa in giù, e “tsuri”, sospensione.
Sakuranbo Termine errato che è stato usato in occidente per indicare la legatura dell’inguine. Il termine corretto è “matanawa” (vedi). Da “sakuranbo”, ciliegia.
Salon Vedi “rope jam”.
Sarugutsuwa (猿轡)
Bavaglio. Quando fatto di corda può essere chiamato anche “nawakutsuwa” (縄轡).
Seiza (正座)
Seduta in ginocchio, diffusamente usata in Giappone.
Seme (責め)
Termine che indica sia tortura che tormento. È il termine che veniva utilizzato anche per indicare le attività sadomasochistiche.
Seme-e (責め絵)
Immagine con scene di tortura e di sofferenza. Da “seme”, tortura, e “e”, immagine.
Semenawa (責め縄)
Letteralmente “corda di tortura/tormento”. È un termine che è stato coniato dal produttore di una casa di produzione video giapponese nel vedere lo stile di Naka Akira sensei e che poi ha finito per indicare lo stile di questo maestro. Da “seme”, tortura/tormento, e “nawa”, corda. Vedi anche “aibunawa”.
Semerarete (責められて)
Bottom (vedi). Letteralmente “persona che viene torturata”.
Semete (責め手)
Top (vedi). Letteralmente “persona che tortura”.
Semisospensione Legatura in cui vengono sospese alcune parti del corpo senza che però quest’ultimo sia completamente staccato da terra. Detta anche “mezza sospensione” o “sospensione a terra”.
Sensei (先生)
Maestro. Il termine, per quanto usato in giapponese anche in senso generico, può indicare un individuo dotato di autorità ed esperienza, un maestro di vita oltre che di una certa pratica. Il “sensei” mostra una sua visione di un’arte (il “ryū” (vedi), lo stile) ai suoi discepoli (“deshi”, vedi). Letteralmente “sensei” significa “nato prima”.
Shibari (縛り)
Termine che in giapponese indica genericamente una legatura, non necessariemente a scopo erotico. Vedi anche “kinbaku”.
Shibarite(縛り手)
La persona che lega, il top.
Shinju Termine errato e utilizzato in passato per indicare la legatura del petto. Il termine giapponese corretto è “munenawa” (vedi). Da “shinju”, perla.
Shiten (支点)
Punto di sospensione, intendendo generalmente una trave o una struttura. Da “shiten”, supporto.
Shuronawa (棕櫚縄)
Corda di palma, detta impropriamente “corda di cocco”. Da “shuro”, palma, e “nawa”, corda.
Shūchi nawa (羞恥縄)
Legatura o passaggio realizzato per far provare imbarazzo alla persona legata. Da “shūchi”, imbarazzo, e “nawa”, corda.
Single column tie Legatura di una singola colonna. È una “manetta” formata da uno o più passaggi di corda e chiuso con un nodo che sottende una “colonna”, ovvero un qualsiasi elemento a sezione circolare, ad esempio un arto, il busto, un bambù, ecc. In italiano è anche detto “manetta singola”. Vedi anche “tejo shibari” e “ryō tekubi shibari”.
S-jō (S-嬢)
Donna sadica, mistress. Da “S”, abbreviazione di “sadic”, e “jō”, donna.
Somerville bowline Particolare versione di nodo bolina molto stabile anche sotto tensione, compatta, veloce da realizzare e inventata nel 2009 da Topologist, basata sul nodo n. 1445 dell’Ashley book of knots. Può essere usata per chiudere una legatura, ad esempio un single o un double column tie. “Somerville” è il nome della città del Massachusetts dove è stato inventato questo nodo.
Soroban (算盤)
Tavola in legno con sopra dei cunei triangolari usata per l’ishidaki (vedi). Da “soroban”, abaco, per la somiglianza con l’abaco ad anelli usato in Giappone.
S-otoko (S-男)
Uomo sadico, master. Da “S”, abbreviazione di “sadic”, e “otoko”, uomo.
Strappado Legatura con entrambe le mani legate dietro la schiena e sollevate verso l’alto con le braccia stese. Per estensione si intende anche la legatura in cui le braccia sono legate dritte dietro la schiena. Nasce come forma di tortura, detta in italiano “tratto di corda”. In giapponese non esiste un termine specifico per indicare questa forma di tortura che rientra genericamente nel termine di “tsuri zeme”, ovvero “tortura con sospensione”; può essere tuttavia indicata come “ryōte zuri”, ovvero “sospensione per entrambe le mani”. La legatura con le braccia dritte dietro la schiena è detta invece “chokushin gote shibari” (vedi).
Suruga doi (駿河問い)
Sospensione per i polsi e le caviglie legati insieme dietro la schiena. Nasce come forma di tortura praticata nella provincia di Suruga; per accrescere la severità della pena poteva essere appesa una pietra alla schiena del prigioniero. Da “Suruga”, una provincia del Giappone, e “toi”, interrogatorio.
Takate kote shibari (高手小手縛り)
Legatura del busto con le braccia incrociate dietro la schiena verso l’alto. La traduzione di questo termine è incerta e dovuta ai diversi significati che uno stesso kanji può avere, ma probabilmente 高  (“taka”, alto) fa riferimento al fatto che le braccia 手  (“te”, braccio) siano in alto. Vedi anche “gote shibari”.
Take (竹)
Bambù.
Take shibari (竹縛り)
Legatura che prevede l’utilizzo di canne di bambù. Da “take”, bambù, e “shibari”, legatura.
Tanuki shibari (狸縛り)
Legatura in cui i polsi e le caviglie sono legate tra di loro. Può avere varie forme a terra e in sospensione: può essere un incaprettamento con mani e piedi legati insieme davanti al busto oppure dietro la schiena, o anche con i polsi legati dietro le gambea faccia in giù o a faccia in su. È detta anche “kemono shibari” (vedi). Da “tanuki”, procione, e “shibari”, legatura.
Tejō shibari (手錠縛り)
Termine generico per single o double column tie. Da “tejo”, manetta, e “shibari”, legatura. Vedi anche “ryō tekubi shibari” e “kata tekubi shibari”.
Tengu shibari (天狗縛り)
Legatura del busto con le braccia piegate lateralmente. Il nome deriva da “tengu”, un demone alato giapponese, di cui le braccia piegate ricordano le ali.
Tensioned single column tie Tipo di single column tie (vedi) chiuso da una frizione e non da un nodo e che deve essere tenuto in tensione perché non collassi. Vedi anche “hojo cuff”.
Tenugui (手ぬぐい)
Rettangolo di stoffa (circa 90×30 cm)  usato in Giappones come asciugamano, come strofinaccio, come benda per il sudore sulla fronte o anche come decorazione appeso a una parete. Nello shibari può essere usato come benda o come bavaglio.
Teppō shibari (鉄砲縛り)
Legatura con le braccia piegate una lateralmente alla testa e l’altra dietro la schiena. Questa posizione ricorda un fucile (“teppō” in giapponese) portato a tracolla.
TK Abbreviazione usata in Occidente per “takate kote shibari” (vedi).
Tome (留め)
Frizione, ovvero un passaggio che blocca una legatura senza uso di nodi.
Tome musubi (留め結び)
Nodo semplice.
Top La persona che lega. Questo termine non implica la presenza di una relazione di dominazione col partner. Dall’inglese “top”, che sta sopra.
Tsuginawa (次縄)
Corda giuntata ad una precedente corda. Da “tsugi”, seguente, e “nawa”, corda.
Tsukamaki (柄巻)
Stretto avvolgimento a spirale di una corda intorno ad un’altra, ad esempio per esaurire la corda avanzata in una legatura. Da “tsuka”, impugnatura, e “maki”, avvolgimento.
Tsuri (吊り)
Sospensione.
Tsuri nawa (吊り縄)
Corda / linea di sospensione. Da “tsuri”, sospensione, e “nawa”, corda.
Uke (受け) o ukete (受け手)
Bottom. Questo termine è preso dalle arti marziali e letteralmente indica “chi riceve (un colpo o una tecnica)”.
Uranodome (うらの止め)
Tipo di nodome (vedi) fatta al contrario, ovvero passando sotto alla corda alla quale ci si aggancia. Corrisponde al nodo “mezzo barcaiolo” fatto al contrario in italiano e alla “reverse mounter hitch” in inglese. Da “urano”, inverso, “no”, sillaba giapponese che ha la forma di questo nodo, “tome”, frizione. Vedi anche “nodome”.
Usagi shibari (兎縛り)
Legatura con i polsi uniti dietro la nuca. Le braccia piegate ricorderebbero le orecchie di un coniglio. Questa legatura è detta anche “waki sarashi shibari” (legatura con esposizione delle ascelle). Vedi anche “kōtōbu ryō tekubi shibari”. Da “usagi”, coniglio, e “shibari”, legatura.
Ushirote gasshō shibari (後手合掌縛り)
Legatura con le mani in posizione di preghiera dietro la schiena. Da “ushiro”, dietro, “te”, braccio, “gasshō”, posizione delle mani in preghiera, e “shibari”, legatura.
Ushirote shibari (後手縛り)
Vedi “gote shibari”.
Utsubuse shibari (うつ伏せ縛り)
Legatura o sospensione a faccia in giù. Da “utsubuse”, a faccia in giù, e “shibari” o “tsuri”, legatura o sospensione.
Utsubuse zuri (うつ伏せ吊り)
Vedi “utsubuse shibari”.
Western bondage Bondage americano. Vedi anche “fusion bondage”.
Yokozuwari (横座り)
Seduta in ginocchio con i fianchi laterali alle gambe, utilizzata in Giappone in contesti non formali e meno faticosa del seiza (vedi). Da “yoko”, laterale, e “suwari”, seduta.
Yokozuri (横吊り)
Sospensione laterale. Da “yoko”, laterale, e “tsuri”, sospensione.
Yubi shibari (指縛り)
Legatura delle dita della mano. Da “yubi”, dita, e “shibari”, legatura.
Yuka shibari (床縛り)
Legatura a terra, floorwork (vedi). Da “yuka”, pavimento, e “shibari”, legatura.
Yuki knot Neologismo nato per indicare in occidente un nodo utilizzato da Yukimura sensei nello shibari, ma che in realtà è utilizzato diffusamente in Giappone e anche nell’hojojutsu. È una sorta di nodo ganciato. Alcuni artisti per indicare questo nodo in giapponese usano la traslitterazione “ダブルループ”, dabururūpu, double rope. Da “yuki”, abbreviazione di “Yukimura”.