19 giugno 2020 Nawame, Sicurezza, Vlog e articoli 0

L’accusat*: quando sei tu a essere accusat* in un incidente di consenso

Ho scoperto per caso questo post su Fetlife e, in questo periodo in cui sto riflettendo molto su concetti quali in consenso e la negoziazione, ha destato subito il mio interesse.

Questi consigli sono delle linee guida alle quali l’autrice spera di attenersi in frangenti concitati e stressanti come quelli in cui ci possiamo trovare quando noi stessi – o una persona a noi vicina – siamo accusati di un incidente di consenso.

Ozma_of_Oz espone alcuni concetti molto importanti, quali ad esempio il far sì che chi accusa possa esprimersi liberamente, ma anche il diritto a far sentire la propria voce ed eventualmente a difendersi.

In linea generale sono d’accordo con i consigli dell’autrice anche se non distingue tra “violazione” e “incidente” di consenso, poiché ritengo che, in quest’ultimo caso, le responsabilità dell'”accusat*” non abbiano confini sempre così netti.

Tuttavia tradurre questo articolo ha aiutato anche me a fissare alcuni punti e spero che questo possa aiutarmi a seguirli, anche mi rendo conto di essere, come tutti, un essere fallibile e per quanto cercherò di fare del mio meglio “il mio meglio potrebbe non essere abbastanza”.

Quindi, più che un proposito inesorabile, più che una promessa infrangibile, questo articolo costituisce una serie di spunti sui quali riflettere per essere un po’ più preparati quando avremo a che fare con un incidente di consenso, a prescindere dalla nostra posizione.

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Pubblicato originariamente da Ozma_of_Oz su FetLife. Ozma è il producer di Ropecraft e di Tethered Together, due eventi statunitensi dedicati al bondage.

Il post originale può essere letto qui: https://fetlife.com/users/184137/posts/3971074.

Traduzione de La quarta corda col permesso dell’autrice.

Foto di copertina: https://www.pexels.com/it-it/foto/camera-da-solo-depressione-in-attesa-2736135/

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Tutti odiano i cattivi dei cartoni animati. È facile e ci fa stare bene. Stiamo un po’ meno bene quando i cattivi diventano persone che conosciamo, a cui vogliamo bene o addirittura siamo proprio noi.

Ho buttato giù alcuni pensieri riguardo quel che vorrei che succedesse se fossi accusata di avere violato il consenso di qualcuno in un incidente di quel tipo. Ho aggiunto anche che cosa farei (o non farei) se in quella situazione ci fosse un* mi* amic*. Spero che riflettere in anticipo su come mi sentirei se fossi accusata di qualcosa mi prepari a fare scelte migliori rispetto a quelle che farei d’impulso in un momento di agitazione. Spero anche che le persone riflettano sulle mie considerazioni e sviluppino i loro personali codici di comportamento.

Ok, iniziamo.

Mi pongo come un libro aperto sugli schermi luminosi del diabttito pubblico su internet per fare due affermazioni potenzialmente allarmanti:

  • primo: io sono capace di violare il consenso di un’altra persona;
  • secondo: in determinate circostanze posso volerti restare amica se a violarlo sei stato tu.

Ci sono diversi fattori da prendere in considerazione: è inevitabile, quindi a ogni “Che cosa faresti se…” proverò a far corrispondere un  “farei…”.

Se qualcuno avesse scritto la guida definitiva ai comportamenti appropriati negli incidenti di consenso, comprerei il libro in un batter d’occhio e mi masturberei di notte pensando al genio che l’ha scritta. Ma questa non è quella guida.

Ho scritto già tanto su questo argomento, ma il mio punto di vista è quello di una persona qualunque, senza qualifiche particolari o professionali, eccetto la consapevolezza che l’umanità possa essere oscura e complicata e che le persone possano sbagliare. Penso che escludere  me e le persone a cui tengo da questo ambito ne farebbe un problema che riguarda solo gli altri, ma non è così. Questo problema non riguarda gli altri, ma tutti noi.

Questo è dunque il mio personale “semaforo dei comportamenti”, l’insieme dei buoni propositi cui spero che mi atterrò. Rendo pubbliche queste intenzioni perché sento che questo mi aiuterà a tener loro fede.

Se sarò accusata di una violazione di consenso…

…accetto fin d’ora la possibilità che la colpa sia davvero mia e che dovrò compiere dei cambiamenti nella mia vita a causa dell’accaduto.

ROSSO

  • NON farò in modo di zittire chi mi accusa, né starò zitta a guardare chi lo farà. Voglio sapere ciò che ha da dire, voglio che sia e che si senta ascoltat* e sosterrò il suo diritto a parlare.
  • NON mi farò ridurre al silenzio. Tutti noi abbiamo modi diversi di esprimerci a seconda delle circostanze. Io sono silenziosa di mio, ma ho il diritto di parlare e potete stare sicuri che lo userò.
  • NON chiederò a nessuno di fare qualcosa in mio favore riguardo un incidente in cui la mia reputazione sia sotto esame.

GIALLO

  • POTREI sentirmi ferita, scossa, rattristata, arrabbiata o provare una qualsiasi combinazione di queste complesse emozioni, e per quanto cercherò di fare del mio meglio, il mio meglio potrebbe non essere un granché.
  • POTREI apprezzare e trarre forza dalla consapevolezza di avere delle amicizie che sopravviveranno anche alle mie gravi mancanze, specialmente se questi amici avranno intenzione di sostenermi mentre mi sforzo di accettare ogni conseguenza, di cambiare e di fare meglio in futuro.

VERDE

  • SICURAMENTE parteciperò alle discussioni riguardanti l’incidente in cui vengo sospettata e considerata capace di prendere pessime decisioni con l’approccio di una persona vulnerabile e fallibile.
  • SICURAMENTE condividerò i miei pensieri e i ricordi sull’accaduto il più rispettosamente possibile nei miei spazi e dove sarò invitata a dire la mia.
  • SICURAMENTE condividerò sui miei profili social informazioni altrui su incidenti che mi riguardino. Se qualcuno* scriverà per mettere in guardia altri nei mei confronti, l* aiuterò a farlo. Voglio farlo in un modo che sia eticamente accettabile. Sono convinta che questo sia l’unico modo che hanno le persone come noi per fare quel che fanno.
  • SICURAMENTE incoraggerò i miei interlocutori ad affrontare il discorso in modo rispettoso e potenzialmente capace di risolvere la situazione, o comunque produttivo, nell’ambito di termini appropriati alla loro morale, ai loro valori e alle circostanze.
  • SICURAMENTE rimarrò il più umile possibile nella mia imperfetta umanità facendo del mio meglio per imparare, ragionare, capire e migliorare a prescindere dai dettagli o dalle decisioni di chi mi accusa.
  • SICURAMENTE accetterò il fatto che certe cose possano cambiare a causa dell’incidente semplicemente perché è accaduto, a prescindere dal suo esito.

Riguardo gli incidenti di consenso e al mio coinvolgimento in Ropecraft [convention di bondage a Chicago e a Austin, ndt]:

Sono attratta dalla responsabilità e dalla voglia di riunire la comunità e non di rado sono coinvolta nell’organizzazione di eventi. Non cerco potere o prestigio; preferisco affrontare i miei impegni con serenità e attenzione.

Se al Ropecraft dovesse avvenire un incidente di consenso che mi coinvolga, chiederei di convocare il “Consent Rocks team” [la squadra “Il consenso è una figata”, ndt] disponibile a tutti (partecipanti e non) per aiutare a gestire la situazione e facilitarne la migliore risoluzione. Sono onorata di essere parte dell’evento che l’ha istituito e riconosco il valore della sua presenza. Se mi troverò coinvolta in un incidente accetterò la loro assistenza con gioia e umiltà.

Per quanto riguarda il mio ruolo di aiutante alla Ropecraft, spero che ciò che ho scritto fin qui e ciò che segue possa rassicurarvi del fatto che vi consideri esseri umani a prescindere dalle circostanze. Mi impegno sia a essere rispettosa e comprensiva nei confronti di tutte le parti coinvolte in incidenti di consenso, sia a sostenere gli organizzatori di Ropecraft nelle decisioni difficili ma necessarie richieste dal dover gestire un grande evento in modo etico e sicuro.

E adesso arriva la parte più difficile da leggere per te, amico mio…

Se tu, amico mio, verrai accusato di una violazione di consenso…

…dichiaro pubblicamente già da ora il mio intento di mantenere (o modificare, o concludere) a mia discrezione l’amicizia che mi lega alle persone coinvolte nell’incidente di consenso.

ROSSO

  • NON porrò fine alla nostra amicizia non appena senta che hai compiuto un errore o una sciocchezza e non dimenticherò che i precedenti, il contesto e la prospettiva hanno un peso.
  • Se non ero presente di persona all’incidente, NON difenderò le tue azioni per sentito dire. Ti supporterò nel far sentire la tua voce e ti ascolterò se vorrai parlare.
  • NON metterò becco sul carattere delle altre persone coinvolte, né strillerò la mia incredulità sulle loro affermazioni, nemmeno se fosse la reazione istintiva più comoda. Se non c’ero, non lo posso sapere. Non esprimerò sorpresa o dubbio per ridicolizzare o zittire quelle persone.

GIALLO

  • POTREI aver bisogno di allontanarmi da tutta la situazione. Sono stata traumatizzata da un partner violento ed è un fardello che mi porto dietro e influenza come vedo le cose. A volte è utile ma a volte no e non posso saperlo in anticipo.
  • POTREI avere bisogno di continuare la nostra amicizia in modo diverso in futuro, fissando alcuni limiti su come interagiamo perché ho a cuore la mia sicurezza.
  • POTREI non condividere alcune tue azioni anche se tu fai affidamento su di me. Non sono una cheerleader incondizionata, ma sosterrò comunque il nostro legame di amicizia mentre entrambi ci barcameniamo nelle nostre vite cercando di fare del nostro meglio.

VERDE

  • SICURAMENTE ti ascolterò senza dare consigli a meno che non sia tu a chiedermeli. Mi sforzerò di supportarti al meglio come amico mentre anch’io mi prenderò cura di me stessa.
  • SICURAMENTE come amica rispetterò la tua privacy e manterrò il riserbo su ciò che mi confiderai, CON DUE ECCEZIONI. Primo: perseguo modelli di protezione simili all’obbligo di denuncia perché ritengo che la società debba proteggere certi gruppi di persone (es. i bambini) da alcune cose. Secondo: collaboro pienamente con le forze dell’ordine per proteggere me e le persone a cui tengo. Come mio amico puoi capirlo, altrimenti parliamone.
  • SICURAMENTE condividerò i miei ricordi di te, col tuo permesso, con chi mi chiederà informazioni. Condividerò il mio punto di vista senza voler convincere nessuno, anche riguardo agli aspetti negativi, e chiarirò che le mie esperienze personali non tolgono validità a quelle di qualcun altro.
  • SICURAMENTE ti sosterrò per quanto possa nel rimettere la tua vita in ordine, quand’anche il tuo percorso ti possa portare a fare dei cambiamenti, compreso il dover fornire scuse e risarcimenti.
  • SICURAMENTE farò un passo indietro se i miei sforzi per sostenerti dovessero contribuire a determinare comportamenti problematici.
  • SICURAMENTE farò del mio meglio per essere una paladina del bene in ogni circostanza, comprese quelle cui non ho pensato in questo scritto.

Grazie per aver letto questo articolo. Per me si tratta di un punto di riferimento per il futuro. Considerato che ho in mente di passare il prossimo mezzo secolo a spassarmela smutandata come un giullare kinky, ho pensato che prendere appunti potesse essere una buona idea.

La vostra non infallibile amica,

Ozma of Oz, da L. Frank Baum



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Andrea:

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